La crisi della Viterbese ha superato ogni limite, portando il club sull'orlo del baratro a poche ore dalla sfida, che si preannuncia surreale, contro la capolista Aranova. Dopo l'ammutinamento di martedì scorso, la situazione è ulteriormente degenerata: la squadra non si è presentata in blocco nemmeno per l'allenamento di rifinitura.
La decisione di disertare anche l'ultima sgambata prima del match contro la prima in classifica è un segnale inequivocabile della rottura totale tra la squadra e la società. L'assenza dai campi di allenamento è una protesta contro le spettanze non ricevute, un problema che si protrae nonostante le rassicurazioni e le promesse, al momento non mantenute, e l'apertura del mercato da parte del presidente Paolo Salaris.
Secondo le indiscrezioni, i tesserati, supportati dall'Associazione Italiana Calciatori (AIC), avrebbero lanciato un ultimatum definitivo alla proprietà: il termine ultimo per ricevere i rimborsi relativi al mese di ottobre è fissato per martedì prossimo. Dopodiché, in assenza dei pagamenti, i calciatori procederanno con la richiesta formale di svincolo, portando a un disfacimento immediato della squadra.
La gara di domani contro l'Aranova assume, dunque, contorni drammatici. Oltre alla netta differenza tecnica tra la capolista e la Viterbese (quattordicesima in classifica), la partita si svolgerà in un contesto surreale. Lo stadio Rocchi si prospetta semivuoto, non solo per il primo weekend lungo delle festività natalizie, ma soprattutto perché la tifoseria, e ora anche la squadra, hanno perso ogni fiducia nella gestione Salaris.
I fatti accaduti in questi giorni – il fallimento del progetto, la partenza dei big (Proietti, Follo e Rossi) e l'attuale ammutinamento – confermano che la Viterbese è arrivata a un punto di non ritorno, temendo l'ennesima catastrofe sportiva con l'alta probabilità di essere arrivati ai titoli di coda della stagione.