Quello che sta accadendo alla Fortitudo Nepi va ben oltre una semplice crisi di risultati. La pesantissima sconfitta interna per 0-5 nel derby contro il Real Fabrica non ha lasciato soltanto ferite sul campo, ma ha innescato una vera e propria deflagrazione istituzionale. Dopo le durissime parole di mister Fabrizio Cioffi, che aveva definito "indegna" la prestazione della squadra, la società è uscita allo scoperto con un comunicato dai toni pesantissimi, destinato a segnare un punto di non ritorno nella storia del club.
Attraverso i propri canali social, la dirigenza biancoverde ha espresso tutto il proprio sdegno per l'andamento della stagione, scagliandosi frontalmente contro il gruppo squadra:
"In quasi 90 anni (1938) di gloriosa storia calcistica mai e dico mai si è assistito ad una situazione del genere che vede come protagonisti dei personaggi che definire calciatori diventa un insultto alla categoria! La società pertanto chiede scusa a tutti i suoi tifosi e a tutti quelli che in quasi 90 anni hanno dedicato (gratuitamente) l'amore e la passione per questi colori sottraendo tempo prezioso alle proprie famiglie promettendo un pronto riscatto per la prossima stagione. ASD Fortitudo Nepi Calcio 1938"
L'accusa di essere "un insulto alla categoria" non è però rimasta senza risposta. In una stagione già martoriata dalle squalifiche e da un'involuzione tecnica preoccupante, i calciatori hanno deciso di rompere il silenzio, replicando punto su punto e portando alla luce una realtà fatta di rimborsi mancati, strutture fatiscenti e una gestione societaria ritenuta inadeguata.
Di seguito, riportiamo integralmente la nota ufficiale diffusa dal Gruppo Giocatori, che ribalta completamente la narrazione della dirigenza:
"Il gruppo giocatori intende prendere pubblicamente le distanze da quanto recentemente dichiarato dalla società, diffidandola dal diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti.
Abbiamo scelto fino ad oggi la via del silenzio, per rispetto della maglia e dell’ambiente, ma riteniamo che tale silenzio non sia più sostenibile.
Ad oggi, la società risulta inadempiente nei confronti del gruppo squadra: registriamo un mese di rimborsi non corrisposto e numerosi ritardi accumulati nel corso della stagione. Una situazione che ha messo in seria difficoltà noi giocatori, anche alla luce delle spese quotidiane necessarie per partecipare agli allenamenti, soprattutto per chi si sposta da Roma.
Fin dall’inizio dell’anno, non abbiamo mai percepito la vicinanza della società che, al contrario, in più occasioni ha assunto atteggiamenti difficilmente comprensibili e poco coerenti con il percorso della squadra.
A dicembre, sotto la guida di mister Calabresi, la squadra occupava il terzo posto in classifica, a pochi punti dalla vetta. In quel momento, anziché rafforzare l’organico, la società ha deciso di privarsi di alcuni giocatori, indebolendo di fatto la rosa.
Si aggiunge inoltre una situazione particolarmente grave che ha coinvolto un nostro compagno, nonché capitano, originario di Nepi, costretto a sostenere personalmente le spese per un ricorso oneroso. Come gruppo, ci siamo uniti attraverso una colletta per supportarlo.
Nel corso della stagione, ci siamo inoltre allenati in un impianto al limite della praticabilità, in condizioni fatiscenti, che hanno contribuito al verificarsi di diversi infortuni, le cui conseguenze stiamo ancora pagando.
Secondo il dizionario, la parola indegno descrive chi non merita fiducia e onore. Riteniamo che tale definizione non possa e non debba essere associata a chi, come noi, dal 1° settembre lascia ogni giorno famiglia, figli e lavoro per essere presente agli allenamenti.
Non è indegno chi, a Soratte, è stato lasciato solo mentre veniva umiliato e deriso, riuscendo comunque a mantenere lucidità e, soprattutto, quella dignità più volte richiamata, proprio per rispetto non solo della società, ma dell’intera comunità di Nepi.
Ci assumiamo pienamente la responsabilità delle recenti prestazioni negative, e lo ribadiamo con chiarezza. Tuttavia, non possiamo più accettare ulteriori mancanze di rispetto da parte di una società che, nei fatti, ha dimostrato comportamenti distanti dai doveri e dai valori che dovrebbe rappresentare".*
Firmato: Il Gruppo Giocatori
Il clima al "Mercante Nuovo" è ormai saturo di tensione. Con una salvezza ancora da blindare matematicamente e un ambiente totalmente spaccato, il finale di stagione della Fortitudo Nepi si preannuncia come uno dei più drammatici della sua storia recente. La parola passa ora al campo, ammesso che in queste condizioni si riesca ancora a parlare di calcio giocato.