Mancano solo 270 minuti al verdetto finale e la corsa per la piazza d’onore nel Girone A è diventata un duello psicologico prima ancora che tecnico. Il Castel Sant’Elia e il Montefiascone si ritrovano appaiati in classifica, ma con stati d’animo opposti: se i gialloblù festeggiano il controsorpasso grazie agli scontri diretti, i gialloverdi falischi devono leccarsi le ferite dopo un pari interno che scotta. A fare il punto sono i due condottieri, Claudio Gerini e Leonardo Stuccilli, tra rimpianti, orgoglio e la consapevolezza che domenica prossima si giocherà una fetta di futuro.
Qui Castel Sant'Elia: Gerini e la forza dei nervi saldi
Per Claudio Gerini, il primato del Quartiere Campo dell’Oro è ormai una sentenza corretta — “Alla fine si, penso che abbia meritato. Con noi hanno vinto fortuitamente ma davanti hanno giocatori molto bravi e sono stati molto continui” — ma la sua attenzione è tutta sulla resilienza del suo gruppo, capace di rialzarsi dopo il pesante 0-4 contro la Maremmana. Un risultato che il tecnico rilegge con una lente diversa: “Vedendo il risultato per chi non era il campo sembra chissà cosa sia successo ma invece fino al 70' era sullo 0-0. Ci siamo mangiati un gol con Moretti, non c'hanno dato un calcio di rigore ed eravamo rimaneggiati. Senza togliere nulla alla Maremmana”.
Il successo di Allumiere ha riportato il sereno, nonostante le rotazioni corte: “La partita di ieri ci ha permesso di rimetterci in carreggiata nonostante una partita difficile contro un Allumiere coperto ed organizzato. Periodo in un cui creiamo tanto ma finalizziamo poco. I nostri infortuni, vedi Barduani, Mechilli, Lucentini ci hanno condizionato tantissimo. Siamo comunque usciti a fare delle ottime gare, abbiamo fatto esordire dei 2008 ma rispetto alle concorrenti numericamente siamo molto meno”. Ora, però, il mirino è puntato sul big match contro la Fulgur: “La matematica ci dava ancora possibilità quindi al secondo posto ci ho sempre creduto. Quella di domenica contro il Tuscania è un po' la partita chiave. Batterli significherebbe dare un segnale importante ma sono fortissimi. Mentalmente siamo forti, se riusciremo ad essere cinici potremmo riportare a casa risultato pieno e prendere la spinta finale per gli ultimi 180'”.
Qui Montefiascone: Stuccilli e l'interruttore spento sul più bello
L’atmosfera alle Fontanelle è decisamente più cupa. L’1-1 con il Sutri ha lasciato scorie pesanti, e Leonardo Stuccilli non nasconde la delusione per un destino che non è più solo nelle mani del suo Montefiascone: “C’è tantissima amarezza. Adesso non dipende più da noi. Eravamo riusciti a ritagliarci un qualcosa di veramente importante, ma con gli ultimi 25 minuti l’abbiamo buttato via. Se guardiamo quest’ultimo periodo, credo ci sia stato un calo mentale dovuto alla lunga rincorsa: siamo arrivati al momento cruciale della stagione stanchi di testa”.
Il tecnico individua nel penalty fallito contro il Sutri lo spartiacque emotivo del match: “Domenica l’episodio che ha cambiato la partita è stato l’errore del rigore. I rigori si sbagliano, il nostro calciatore non ha colpe, ma l’episodio non deve far scattare l’interruttore, anche perchè eravamo in vantaggio. Da lì non abbiamo avuto la lucidità mentale per non buttare al vento una vittoria che, tutto sommato, meritavamo”. Ripensando ai punti persi in casa con Vetralla, Tuscania e lo stesso Castello, Stuccilli chiede un ultimo sforzo di nervi: “Ora però abbiamo il dovere di chiudere bene il campionato, non siamo disposti a lasciare altri punti. Penso che i ragazzi abbiano voglia e partecipazione per vincere queste tre partite. Non molliamo: c’è una promessa che ci siamo fatti tutti insieme e che vogliamo portare fino in fondo”.