L’Aia regionale continua nella sua direzione senza un punto d’incontro e con una preparazione dei fischietti gettati nella mischia davvero scadente. Parlano di mancanza di fondi ma le multe in Federazione aumentano a dismisura tanto che molte società sono stanche di essere paragonate a dei bancomat settimanali per le più varie motivazioni inserite nei referti arbitrali. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ma qualcuno glielo dovrà far capire. Intanto questa settimana la nostra redazione ha deciso di registrare più interventi possibili.
Dopo il capitano del Castel Sant’Elia Daniele Lavagnini ed il direttore generale della Nuova Pescia Romana Flavio Trabucco ecco l'allenatore del Ronciglione United Nicola Salipante:
"Domenica, un'altra partita, un'altra serie di episodi che lasciano l'amaro in bocca. Dopo le parole chiare della scorsa settimana, ci saremmo aspettati un cambio di rotta, una gestione più equilibrata delle situazioni in campo. E invece, nulla è cambiato. E allora, entriamo nel dettaglio.
La squadra scende in campo con lo spirito giusto, determinata e propositiva. Le prime occasioni arrivano nei primi minuti, segnale che il Ronciglione United è pronto a giocarsela a viso aperto. Ma al 15’, inizia lo show del direttore di gara. Un nostro giocatore viene colpito alla testa, resta a terra, ma il gioco prosegue. Nonostante le proteste e l’evidente necessità di fermare l’azione, l’arbitro lascia correre, consentendo agli avversari di sfiorare il gol. Un nostro dirigente, incredulo di fronte alla mancata interruzione, fa notare l’episodio: viene espulso.
Sul finire del primo tempo, l’episodio che potrebbe cambiare il corso della gara: un nostro giocatore segna con un gran gesto tecnico, ma la rete viene annullata. Una decisione che lascia più di un dubbio.
Nella ripresa, un nostro attaccante, al rientro dopo un infortunio, entra in campo con la voglia di dare il suo contributo. Ma dopo appena quattro minuti, nel tentativo di indietreggiare, pesta il piede di un difensore avversario, il quale simula di aver subito un colpo in faccia. Il guardalinee richiama l’attenzione dell’arbitro e segnala un fallo. Quello che segue è surreale: il direttore di gara estrae il rosso diretto, nonostante l’assistente stesso avesse indicato che potesse essere "o da giallo o da rosso". Mentre il nostro giocatore lascia il campo, il difensore avversario, con un sorriso beffardo, ammette il suo teatrino verso la tribuna: "L’ho fatto espellere".
Il nervosismo cresce. In dieci uomini, il Ronciglione United cerca di riorganizzarsi, ma un fallo di frustrazione sulla trequarti ci costa caro: punizione e gol del vantaggio avversario. La reazione passa dalle sostituzioni, ma il copione si ripete. Un altro giocatore subentrato viene ammonito per proteste su un fuorigioco, e incredibilmente, dopo qualche secondo, arriva il secondo giallo. Doppia inferiorità numerica e, come prevedibile, nel finale i fuorigioco della squadra avversaria non vengono mai ravvisati.
Nel finale si accendono le panchine: il risultato è ancora in bilico e, nonostante i due uomini in meno, il Ronciglione sfiora addirittura il pareggio. Il sottoscritto viene espulso per proteste, mentre l’allenatore avversario viene solo ammonito per essere uscito dall’area tecnica, esattamente lo stesso comportamento che era costato l’allontanamento al nostro dirigente accompagnatore.
E qui si apre un altro tema, ancora più grave. L'impreparazione e il comportamento degli arbitri sono ormai una costante. Il rispetto, che viene preteso nei confronti della classe arbitrale, non viene ricambiato con la stessa misura. Il dialogo in campo è inesistente, le decisioni vengono prese con un atteggiamento di superiorità che esaspera gli animi, invece di placarli. Errori evidenti vengono difesi con ostinazione, e chi chiede spiegazioni viene punito. Non è più una questione di episodi, ma di un sistema in cui il rispetto deve essere reciproco, e al momento, questa reciprocità è totalmente assente".