A bocce ferme, dopo i novanta minuti di fuoco contro l'Urbetevere che hanno garantito la permanenza in Promozione, è il momento delle analisi in casa Atletico Capranica. Una salvezza pesantissima, arrivata grazie al guizzo di Nataloni, che fotografa alla perfezione il capolavoro umano e tecnico firmato da mister Massimiliano Nardecchia.
Il tecnico ha raccolto una squadra in crisi, spogliata da tantissime uscite nel mercato (prima Belardinelli, De Santis e Gianotti, poi Pagliuca, Lo Zito e Zappalà) e minata da una serie infinita di difficoltà. Eppure, pezzetto dopo pezzetto, Nardecchia ha saputo ricostruire l'ambiente dalle fondamenta, cementando il gruppo e tracciando una linea d'azione basata esclusivamente sulla cultura del lavoro e sull'unità d'intenti.
I numeri della salvezza amaranto: una marcia da big
A testimoniare l'incidenza del tecnico sulla panchina del Capranica sono i numeri, specchio fedele di una metamorfosi radicale. Due cammini diametralmente opposti che certificano la svolta:
Girone d'andata: la squadra naviga in piena zona retrocessione, penultima con appena 14 punti all'attivo, figlia di una rosa corta, partenze eccellenti e troppi infortuni.
Girone di ritorno: l'Atletico Capranica cambia marcia e viaggia a ritmi da podio. Sono ben 25 i punti conquistati nella seconda metà di stagione, dietro solo alle prime quattro della classe.
Un cambio di passo impressionante che ha trovato la sua naturale e meritata ricompensa nell'infuocato pomeriggio del "Morera".
Le parole di mister Massimiliano Nardecchia
Nel post-gara, il tecnico amaranto esprime tutta la sua soddisfazione, regalando la copertina ai suoi ragazzi e al match-winner di giornata: “Una salvezza che ci siamo conquistati sul campo dopo un girone di andata molto difficile tra partenze ed infortuni. I ragazzi sono stati umili, non hanno mai mollato ed alla fine la forza del gruppo è uscita fuori. Abbiamo preparato questa partita con l’Urbetevere molto bene sfruttando anche l’ultima partita col Tarquinia che giocava con lo stesso modulo. Una salvezza che porta un po’ il nome di Nataloni come esempio di abnegazione e duttilità. L’ho subito apprezzato quando è arrivato a dicembre. Questo gol è un premio per lui e per tutta la squadra che non ha mollato di un centimetro dal più grande al più piccolo. Ora giusto godersi questa festa e le meritate vacanze”.