Il traguardo raggiunto dall’Ostiamare ha il sapore dolce di un’impresa d’altri tempi, un ritorno nel calcio che conta atteso per ben trentacinque anni e finalmente concretizzato grazie a una stagione semplicemente perfetta. Tutto è iniziato l'estate scorsa, quando il nuovo presidente Daniele De Rossi ha deciso di affidare le chiavi del progetto a quello che molti consideravano il cavallo vincente per eccellenza, David D’Antoni, un tecnico che ha saputo trasformare le ambizioni della proprietà in una splendida realtà. Dopo dieci mesi di battaglie sul campo, l’allenatore di Capranica ha riportato la Tuscia alla ribalta nazionale, confermandosi come uno dei profili più vincenti e preparati dell'intero panorama della Serie D. Non è stata una marcia agevole, perché il Girone F si è rivelato un vero e proprio raggruppamento d'élite, dove i biancoviola hanno dovuto lottare centimetro dopo centimetro contro piazze storiche e blasonati capoluoghi di provincia come Ancona, L’Aquila, Teramo, Maceratese e Atletico Ascoli. Eppure, la squadra ha saputo imporre il proprio ritmo, chiudendo i giochi con novanta minuti di anticipo e regalando ai propri tifosi una gioia che mancava da oltre tre decenni. Per D’Antoni si tratta dell’ennesima perla di una carriera straordinaria che lo aveva già visto scrivere la storia a Monterosi nel 2021; un curriculum, il suo, che parla di due campionati vinti, due secondi posti e diverse partecipazioni ai play-off, di cui uno vinto alla guida de La Romana. Questa cavalcata trionfale non è stata però il frutto del lavoro di un singolo, ma di un gruppo coeso che ha visto protagonisti molti fedelissimi del tecnico, a partire dal suo fidato vice Stefano Maestà fino al preparatore dei portiere Fabio Morelli. In campo, l’anima della squadra è stata rappresentata da un blocco di calciatori che con D’Antoni condividevano già trascorsi gloriosi, come Danilo Piroli, Davide Buono, Alessio Rasi e Matteo Vagnoni, uomini che hanno saputo trasmettere mentalità e sicurezza a tutto l'ambiente. Oggi Ostia festeggia il ritorno nel professionismo, consapevole che la scelta di puntare sull'esperienza e sulla fame di David D’Antoni sia stata la scintilla che ha riacceso un entusiasmo sopito per troppo tempo, proiettando il club biancoviola verso un futuro tutto da scrivere in Serie C.